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Lorenzo
Malfatti |
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Credo che esista in ogni uomo, oltre le singole culture, un'antica memoria dei proprio essere, un sottilissimo filo che unisce l'esistenza di ogni individuo. Ognuno di noi porta in sé frammenti di tale memoria, qualcosa che supera il ricordo dei tempo, qualcosa che è memoria stessa di vita, origine e morte al tempo stesso. Ogni tanto minuscoli frammenti di questa antica memoria riaffiorano alla nostra coscienza, difficile è comprenderne i significati, ma fortissime ne scaturiscono emozioni, immagini e colori. Nelle mie opere cerco di descrivere questi frammenti, che come visioni oniriche, possono assumere diversi significati." Se ho scelto il vetro come materiale discriminante delle mie opere, non è solo perché da anni lo studio ed opero con esso anche a livello artigianale, ma piuttosto perché nel vetro si cristallizzano microcosmi infiniti, all'interno dei quali la mente può perdersi, entrando in profondità nella materia per iniziare un viaggio fantastico, comparabile ad un percorso interiore della memoria. Tutti i quadri, su tavola antica o tela, nonché le sculture in metallo o pietra hanno sempre la presenza dei vetro; Vetro che io stesso plasmo fondendo frammenti più o meno grandi e all'interno dei quali inserisco pigmenti di ossidi minerali, filamenti metallici e velature dorate. Il calore dei fuoco conglomera in un unico blocco ogni più piccola particella di materia vetrosa, conferendo al tutto iridescenze, stratificazioni cromatiche e plasticità delle superfici. Questi gioielli trasparenti, incastonati in legni antichi, corrosi e solcati dal tempo, emergono, nella loro preziosità, come frammenti dissepolti, reperti di misteriose luminescenze che affiorano dal fondo della nostra coscienza. ALCUNI CENNI CIRCA LA MOSTRA L'ANTICO PRESENTE Lorenzo Malfatti Da sempre tuffo il mio lavoro si divide tra opere su tela e realizzazione più materiche sul legno nonché sculture polimateriche: sia sui legni che sulle tele intervengo incastonando elementi di vetro fuso. Anche per questa mostra presenterò una sere di circa 10 legni di piccolo formato (da cm. 45x45 a cm 40x60) ed affrettante tele di formato medio-grande. Alcune di queste costituiscono i primi concreti risultati della ricerca da me condotta in quest'ultimo periodo; lavoro che, in seguito all'anteprima allo Studio d'arte La Subbia, sfocerà nell'aprile dei 2001 in una grande mostra a Venezia presso la galleria Daniele Luchetta Utilizzando le preziose immagini dell'amico fotografo Sergio Fortuna, affronto il tema dell'erotismo. Distorgendo tali immagini mediante vetri fusi, incastonati fra supporto pittorico e foto, creo finestre offuscate, squarci e velature su un mondo di erotismo quotidiano dove il confine fra fantasticheria e realtà diventa sempre più impercettibile, inducendo l'osservatore alla ricerca di immagini sfuggenti, ombre e dettagli che si dissolvono dietro i riflessi dei vetro, per ricomporsi in forme quasi ologrammatiche, mutando continuamente a seconda dell'angolo di visuale o della distanza dal punto di osservazione. Di questa sede verranno esposti due grandi formati uno di cm. 80x240 e l'altro di cm. 150x200.
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