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| Rosarita Costa |
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Nata sull'Altopiano di Asiago nel 1954 è ora residente a Parigi. 1980 * Mostra collettiva al Visual Arts Workshop di Nathan Lyons, Rochester, New York. "Bambini del ghetto di Rochester". 1981 * Mostra collettiva al Centro Culturale di Prado Vallejo, Città del Messico. "Deserto della Sierra Madre, Guerrero" e "Maya della Selva Lacandona, Chiapas". 1988 * Mostra personale all'Espace Bateau Lavoir, Parigi. "Mexico - Sierra Madre, Maya della Selva Lacandona, Tzeltales degli Alti Tropici di Chiapas". 1992 * Mostra
personale alla Galerie Florence Arnaud, Parigi. "Selva: les Yeux Libres".
1997 * Mostra collettiva "Ad occhi aperti" Chiostro di S.Agostino - Pietrasanta 1998 * Mostra personale "Madreselva y Páramo" Petrarte Atelier. Pietrasanta. 1999 * Contemporanea. Fiera di Forlì. Galleria "La Subbia". 2000 * Un regard sur Paris - Galleria La Subbia - Pietrasanta Rosarita Costa vive all'estero da più di vent'anni. Ciò che l'ha spinta a viaggiare è stata dapprima la curiosità e poi la passione per le lingue che le davano la possibilità di comunicare con gli altri. Questa curiosità, voglia e piacere di comunicare con gli altri l'ha prima portata a Londra e poi a Parigi. Mentre faceva quest'esperienza in quelle capitali europee che negli anni '70 erano una meta obbligata per chiunque volesse conoscere la propria contemporaneità, comprò una macchina fotografica. A vent'anni, a Londra, Rosarita compra una macchina fotografica e due anni dopo a Parigi compra un ingranditore. A Parigi incontra una gallerista iraniana che vive negli Stati Uniti, alla quale mostra le sue prime fotografie in bianco e nero. Shahin Requicha la convince a trasferirsi negli Stati Uniti per frequentare uno dei più importanti corsi di fotografia presso il Visual Arts Studies Institute di Rochester. Durante questo corso non solo apprende la tecnica ma ha anche il primo impatto con il colore sulla fotografia, dal quale esce il suo primo lavoro sui bimbi neri del ghetto di Rochester. In seguito ha fatto altri lavori su Messico e India. Rosarita non è andata a fare foto di rapina, non è rimasta una settimana, appena il tempo necessario per catturare delle immagini per farne un reportage; ha vissuto all'interno di questi villaggi condividendo nel bene e nel male la vita degli abitanti e quindi cercando di conoscere il più possibile queste realtà. Ciò che si vede dalle fotografie, che possono essere sì anche solo guardate come un racconto o come una documentazione, è il trasparire di un atteggiamento di chi conosce quello che sta fotografando, di chi sa a che cosa corrispondono certi gesti, certi riti, cosa provocano certe stagioni, certe ore del giorno, certe luci sui panorami e sulle persone. E' evidente che non sono fotografie che ritraggono panorami particolari o che ricercano qualcosa di originale, ma ritraggono la storia di un popolo attraverso la conoscenza degli usi, dei costumi, dei riti ma anche dei gesti quotidiani, delle cose che si fanno tutti i giorni. La particolarità di queste foto è che sono colorate. Non sono né foto a colori né quadri tratti da fotografie, ma fotografie colorate dove si vede chiaramente che sotto c'è una foto; i colori non intendono mascherare l'immagine, e non sono colori reali o verosimili, sono colori simbolici. Attraverso queste foto l'autrice ha voluto da una parte rendere chiara la notizia, il soggetto, che la foto in bianco e nero presenta nudi, il più vicino possibile all'oggettività; dall'altra, con il colore ad olio dà la sua versione dei fatti, il suo ricordo, la sua memoria. Ciò che rende diverse e particolari queste foto rispetto ad un reportage classico o alle fotografie come vengono generalmente proposte, è l'aggiunta del colore col quale l'autrice vuole obbligare a seguire un percorso all'interno della fotografia e andare a notare certe cose che vuole che siano notate, oppure creare delle atmosfere particolari intorno ad un punto centrale dell'immagine. Il colore ha una valenza simbolica forte che decisamente guida la visione obbligando ad un certo tipo di attenzione. Antonella
Serafini |
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Rajasthan
- Deserto del Thar |
Rajasthan
- La Ferrari Fotografia in b/n dipinta a olio - cm 40x30 |
Rajasthan
- Ritratto con portale Fotografia in b/n dipinta a olio - cm 40x30 |
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| Rajasthan
- Mucche Fotografia in b/n dipinta a olio - cm 30x40 |
Messico
- Chiesa di Guerrero Fotografia in b/n dipinta a olio - cm 30x40 |
Messico
- Bambina con pannocchie Fotografia in b/n dipinta a olio - cm 40x30 |
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