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| Viaggio a Porto Alegre: povertà e ricchezze |
| Una testimonianza |
Durante l’ultima settimana di gennaio, insieme ad un altro consigliere provinciale di Lucca, Vito Paolo Bardini, ho partecipato al Seminario per la Presentazione della “Rete 9 URB - AL Finanziamento Locale e Bilancio Partecipativo” che si è svolto a Porto Alegre in Brasile. Il programma dell’Unione Europea URB - AL creato nel 1995, ha come scopo rafforzare la cooperazione decentrata fra Enti Locali dell’Europa e dell’America Latina, favorendo uno scambio di esperienze e trasferendo buone pratiche di gestione e di forma reciproca, il programma si è sviluppato con la costituzione di reti tematiche, una delle quali la n° 9 tratta di “Finanziamento Locale e Bilancio Partecipativo e ha come città guida Porto Alegre che dal 1989 sviluppa un importante esperienza di partecipazione popolare nel processo di decisione sul Bilancio della Città. Insieme a Vito Paolo Bardini ho seguito i Gruppi di Lavoro costituitisi, stringendo rapporti personali e istituzionali con esponenti di enti locali sudamericani ed europei che saranno sviluppati e finalizzati con la realizzazione di progetti finanziati quasi interamente dalla Comunità Europea. Questi progetti chiamati di tipo A garantiscono se accettati un finanziamento di 250.000 euro ciascuno (il 70% dell’intero costo), i rimanenti 107.000 euro saranno divisi tra gli enti che aderiscono (generalmente una decina). I progetti di tipo A hanno come obiettivi lo scambio di conoscenze e la diffusione delle pratiche di bilancio partecipativo e di finanziamento locale e in un ottica di cooperazione internazionale realizzeranno in particolare: seminari, convegni, formazione dei lavoratori degli enti ecc… Se un progetto di tipo A va a buon fine potrà trasformarsi successivamente in un progetto di tipo B che consente investimenti anche infrastrutturali e beneficia di 800.000 euro di finanziamento. L’adesione e la partecipazione a Progetti Comunitari sul tema del Bilancio Partecipativo costituisce una grande occasione per la nostra Provincia per sviluppare ulteriormente la cooperazione internazionale ed in particolare per diffondere sul nostro territorio una cultura partecipativa della popolazione alla vita democratica e alle scelte di bilancio. I Progetti a cui la nostra Provincia intende aderire saranno valutati ed eventualmente accettati dalla Comunità Europea nei prossimi mesi. Il Bilancio Partecipativo è realizzato e diffuso in circa 250 città, nonostante la grande maggioranza delle esperienze continui ad essere brasiliana, nuove iniziative stanno sorgendo in altre città latino americane, in particolare in Perù, Ecuador, Colombia, ma anche europee ed italiane. L’esperienza più importante studiata a livello mondiale è quella di Porto Alegre, capoluogo dello Stato Brasiliano del Rio Grande do Sul. In questa città le tecniche di bilancio Partecipativo negli ultimi 15 anni si sono evolute e perfezionate e consentono alla popolazione mediante una serie complessa di passaggi intermedi e la nomina di rappresentanti popolari di incidere direttamente su circa l’8 % del bilancio Comunale che considerato quanto di fisso ci sia in ogni bilancio non è poco. Inoltre mediante il bilancio partecipativo si sono realizzate opere importanti che stanno cambiando in meglio il volto della città. L’esperienza di Porto Alegre va approfondita ma non copiata, essa è nata in un paese che veniva da 20 anni di dittatura e non conosceva nessuna forma di democrazia, quindi la voglia di partecipare era molto forte. In Europa e in Italia dove la democrazia è conosciuta da molto tempo è comunque utile e importante tentare di sviluppare i principi fondamentali del Bilancio Partecipativo per consentire ai cittadini una maggior partecipazione alle scelte politiche e amministrative e per garantire maggiore trasparenza e conoscenza dei Bilanci degli enti Locali. In Italia in particolare, pur avendo sulla carta maggior democrazia che in Sud America, constatiamo quotidianamente nella pratica politica come i cittadini siano sempre più distanti dalle decisioni e come le scelte siano compiute sempre più spesso da piccoli gruppi di persone (Sindaci, Presidenti, Gruppi di potere). Inoltre negli ultimi anni sono stati svuotati di potere decisionale anche i Consigli Comunali e Provinciali un tempo luoghi deputati alle grandi decisioni oggi ridotti ad esprimersi solo su alcuni temi e sul Bilancio. Personalmente dal viaggio a Porto Alegre sono tornato con un’esperienza straordinaria e un arricchimento culturale importante. A Porto Alegre ho avuto l’occasione di conoscere una città moderna ma allo stesso tempo antica, una città con uno dei migliori trasporti pubblici al mondo, ma allo stesso tempo con una rete elettrica da terzo mondo. Ho visto e apprezzato scorci di città ottimali per vivere e dall’altra angoli di povertà inaccettabili come le favelas. Straordinari sono stati anche gli incontri e i contatti con alcune persone distanti geograficamente da me, ma vicine e comunemente entusiaste nell’essere partecipi di un grande evento. A Porto Alegre ho incontrato e conosciuto grazie al mio collega Bardin,i una bellissima famiglia composta da marito e moglie ricercatori e professori universitari e due stupende bambine bionde, lui di origine tedesca lei di origine italiana (veneta). Con il professore ho discusso per ore apprezzando la sua vasta cultura politica internazionale, la sua radicalità e la sua consapevolezza ideologica, ma al tempo stesso ho apprezzato in lui la disponibilità al confronto e l’apertura verso gli altri, caratteristica molto rara in un mondo della sinistra pieno di persone settarie e gonfie di certezze. L’unico rammarico è quello avendo soggiornato soltanto a Porto Alegre, di non avere avuto il tempo necessario per conoscere ulteriormente il Brasile e in particolare lo Stato del Rio Grande do Sul, la cui caratteristica, che lo differenzia dal resto del Brasile, è la somiglianza morfologica, geologica e culturale con la confinante Argentina; nel Rio Grande do Sul ci sono i gauchos della Pampa, si balla il tango (invece della Samba) e si mangia molta carne proprio come in Argentina. Nel Rio Grande do Sul la maggioranza della popolazione è di origine tedesca e italiana (in particolare veneta). Ovunque andassimo, in albergo, al ristorante, al mercato o prendessimo un taxi, c’era sempre un italiano che ci salutava e ci parlava in un dialetto veneto vecchio di qualche decennio e ci raccontava dei viaggi nel nostro Paese e anche in Toscana e di quanta Italia ci fosse li in Brasile e in tante città vicine a Porto Alegre, da “Caixas do Sul” a la città chiamata “Garibaldi” e nei luoghi vicini pieni di tradizioni italiane, di vigneti e di buon vino. Si, lo ribadisco, ho il rimpianto di aver soggiornato per un periodo così breve.
Marco Bonuccelli
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