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La città fondata dal podestà di Lucca Guiscardo
da Pietrasanta (che diede alla città il suo nome elo stemma
del casato) nel 1255 intorno alla preesistente "Rocca di Sala"
fortezza
di epoca Longobarda, raggiunge il suo massimo splendore fra il 1316
ed il 1328 con Castruccio Castracani.
Data in pegno a Genova una prima volta nel 1331, Pietrasanta
passa per un breve periodo a Lucca che la riconsegnerà nuovamente
a Genova nel 1430 insieme al porto fluviale di Motrone. Non avendo
Lucca i soldi per riscattarla, Pietrasanta resta in mani genovesi
fino al 1484 quando, cinta d'assedio dalle milizie medicee in lotta
con il capoluogo ligure, passa sotto il controllo fiorentino.
Nel 1494 il borgo viene consegnato al re di Francia, Carlo
VIII d'Angiò, sceso in Italia e da questi
nuovamente a Lucca. Ma nel 1513 il papa Leone X riconsegna nuovamente
Pietrasanta ai Medici. Dopo un periodo di decadenza tra il XVII
ed il XIX secolo, dovuto anche alla malaria portata dalle paludi
costiere, Leopoldo II di Lorena Granduca di Toscana intraprende
le opere di bonifica ed eleva, nel 1841, Pietrasanta al rango di
città nobile tenendo conto della sua antichità, della
bellezza degli edifici, della importanza delle istituzioni, dello
sviluppo nella escavazione e lavorazione del marmo, del numero di
famiglie nobili e facoltose.
Diventa anche capoluogo del Vicariato di Pietrasanta, territorio
che comprendeva anche quello degli attuali Comuni di Forte dei Marmi,
Seravezza e Stazzema (diventata poi la Versilia storica). Infine,
con il Plebiscito, la città entra a far parte del Regno d'Italia.
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